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Certi amori non finiscono…fanno dei giri immensi e poi ritornano …recitava una nota canzone di Antonello Venditti.

E’ il ritornello che meglio si addice per raccontare la storia del ritorno in maglia giallorossa di due calciatrici, amiche inseparabili, accomunate da un percorso assai simile in carriera.

Clarissa Romanzi,  classe 1992, ha iniziato la sua carriera interpretando il ruolo di centrale di difesa per poi passare a fare il terzino sinistro, una posizione del campo cruciale che richiede tanta concentrazione e determinazione perché facilmente vulnerabile sotto il punto di vista tattico e mentale oltre che impegnativa a livello atletico, tra rincorse e recuperi.

Manuela Checchi, classe 1981, nata come terzino sinistro, ha nel corso del tempo ricoperto tutti i ruoli della difesa, trovando spazio anche da mediano, distinguendosi per l’esperienza acquisita negli anni oltre che per il saper anticipare le mosse dell’avversario.

A tu per tu con Clarissa e Manuela…

Ciao, quali i motivi del tuo ritorno nell’ambiente della Res ?

Clarissa Romanzi :Il mio ritorno alla Res è dovuto a tanti fattori… quando esci da questo mondo ti rendi conto che non tutti sanno gestire al meglio alcune situazioni, specialmente quelle a livello personale, il rapporto che si crea tra mister/dirigenti e ragazze è fondamentale per poter raggiungere gli obbiettivi prefissati e per poter portare avanti un campionato, qui c’è sempre un “dare e ricevere” spontaneo, non rinnego nulla di quel che riguarda il mio passato perché penso che tutto nella vita faccia bagaglio, ma quando ho sentito che il peso iniziava ad essere eccessivo ho scelto di fare un passo indietro e tornare a respirare aria di casa”.

Manuela Checchi : “Ho preso la decisione di tornare alla Res per la metodologia di lavoro che solo questa società è in grado di poter esprimere. La cura del particolare, l’amore per quello che si fa, l’appartenenza ad un sogno, si capisce solo se ne entri a far parte”.

I migliori allenatori che hai avuto e gli insegnamenti che ti hanno trasmesso

Clarissa Romanzi : “Credo che ogni allenatore lasci sempre qualche insegnamento, non ho una lista lunghissima ma in questa non può mancare il mio primo allenatore Giuseppe Roberti che mi ha cresciuto quando ho dato i primi calci con i maschietti del Vicovaro, la squadra  del mio paese, nonchè il mister Fabio Melillo con cui sono migliorata tanto sotto il punto di vista caratteriale, tattico e mentale. Con quest’ultimo c’è un bellissimo rapporto fondato su una stima reciproca, ho sempre potuto contare su una sua pacca sulla spalla, specialmente nei problemi di vita quotidiana, da lui ho imparato tanto, la mentalità e l’appartenenza che ti trasmette non si trova facilmente, è un mister che qualsiasi giocatrice dovrebbe avere”.

Manuela Checchi : Gli allenatori che mi hanno dato e insegnato di più nel calcio femminile per fortuna non sono pochi…Marco Trovato e Alessandro Gagliardi sono quelli a cui sono più affezionata e a cui devo molto per lato tecnico e tattico…Giampiero Serafini è riuscito a creare in me la “testa” da giocatrice…e Fabio Melillo che nel campo è il migliore…sa leggere in modo perfetto la tattica e ti aiuta a sviluppare sempre l’azione nel modo migliore. Non dimentico però Stefano Fiorucci che già mi aveva allenata nella parte finale della mia precedente esperienza Res…un allenatore di cuoRES”.


Il momento più bello della tua carriera

Clarissa Romanzi : “Questa è una bella domanda!! Sono una persona che vive di attimi e ce ne sarebbero tanti da raccontare, toccare la serie A con le proprie mani e mettersi a confronto con nomi importanti del calcio femminile è un’esperienza che lascia il segno e rientra sicuramente tra i momenti più belli, tra questi c’è anche la vittoria allo scadere in casa contro la Pink Bari, una partita folle di quelle “o tutto o niente”.
Abbiamo ribaltato il risultato negli ultimi minuti portandoci a casa i 3 punti, una vittoria di carattere ma soprattutto di gruppo; quando rivedo le immagini, ancora oggi avverto quella sensazione di gioia e incredulità.
In questa lista posso inserire anche alcune sconfitte che rimangono comunque momenti emozionanti per l’insegnamento che mi hanno trasmesso, come ad esempio la gara Res Roma-Juventus, persa per un episodio all’ultimo, una partita rammaricante per la sconfitta ma entusiasmante per aver visto le mie compagne spendere davvero tanto l’una per l’altra a dimostrazione del fatto che, nonostante ci fosse in campo un nome importante come la Juventus si stava portando avanti una gara ad armi pari, non essendo inferiori agli avversari”.

Manuela Checchi : “La mia carriera, ad oggi, conta almeno venti anni di esperienza e di momenti belli, arricchita da molti ricordi….il campionato sofferto di serie A2 a vent’anni con la vecchia Roma…la vittoria del campionato di serie B con la Roma Cf…ma il momento più bello di quest’anno si è verificato in occasione del goal della mia compagna Fracassi all’ultimo secondo contro il Pontedera in coppa…un’emozione che solo chi c’era può capire!!!!”.


Il tuo rapporto con la compagna di squadra Manuela Checchi…pregi e difetti

Clarissa Romanzi : “Io e Manu ci conosciamo ormai da un pò di anni, abbiamo messo piede nel campo da compagne di squadra e da avversarie, siamo amiche anche fuori dal contesto calcistico, abbiamo condiviso tanti momenti insieme e devo dire che siamo molto simili dal punto di vista caratteriale, forse è proprio questo che ci lega.
Un suo pregio sicuramente è la genuinità, è una persona che si “spende” tanto per gli altri non chiedendo mai nulla in cambio.
Un suo difetto è l’impulsività, anche se non lo reputo un vero e proprio difetto in quanto è una parte caratteriale che apprezzo in tante persone, definisce a pieno la sua spontaneità!”

Il tuo rapporto con la compagna di squadra Clarissa Romanzi…pregi e difetti

Manuela Checchi : “Clarissa la conosco da molti anni ormai. Abbiamo avuto la prima parentesi Res insieme, ci siamo ritrovate alla Guardia di Finanza, poi alla Roma Cf e siamo tornate insieme alla Res. Ormai in campo ci capiamo con uno sguardo…credo che possa dare ancora molto alla Res ed al calcio in generale. Ha un carattere forte e spesso in campo viene male interpretato, soprattutto dagli arbitri che la prendono poi di mira. È un’amica e compagna di squadra che sponsorizzerei a chiunque, ma non la fate arrabbiare 🙂 !”