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La carrellata delle interviste prosegue con l’approfondimento delle calciatrici giallorosse Mikal Lifschitz e Beatrice Cori.

Mikal Lifschitz classe1997, in possesso della doppia cittadinanza svizzera-italiana, come ruolo non ha una posizione ben definita in campo anche se principalmente giostra a centrocampo in aree interscambiabili tra centrocampista centrale, esterno e mezza punta. Dal piede mancino e dotata di una buona tecnica individuale, ha nel tiro incrociato uno dei suoi maggiori punti di forza; molto alta fisicamente, è in possesso di una buona struttura che la aiuta particolarmente nei colpi di testa e nei contrasti, cavandosela anche nel dribbling grazie alla sua discreta velocità.
Cresciuta nel Rocca Priora, ha militato nel Frascati per tre anni, subendo la rottura del crociato e il menisco nell’ultima stagione; a seguito dell’infortunio è stata ingaggiata dalla Res dove ha affrontato tutto il percorso per il recupero, dall’intervento al ginocchio, rimettendosi in sesto, grazie all’aiuto dello staff che le è stata molto vicino con allenamenti personalizzati.

Beatrice Cori, classe 2002, di ruolo attaccante, ha una buona visione della porta, avendo nel tiro il suo principale punto di forza.
Dopo aver iniziato a giocare a calcio all’età di 5-6 anni con i suoi amici nel parco del paese, è approdata al Monte Compatri dove ha militato solamente per metà stagione; a seguito di questa esperienza, dopo due anni, è arrivata alla Res.

A tu per tu con Mikal e Beatrice

Un bilancio di questa stagione

Mikal Lifschitz : “Questa è stata la mia prima stagione in un campionato nazionale di serie C, la prima volta in cui mi sono confrontata con realtà regionali diverse rispetto al Lazio (escludendo le esperienze in rappresentativa). È una dimensione diversa, l’intensità è molto più alta, sia a livello di partite che di allenamenti e richiede un impegno costante sotto diversi aspetti. Personalmente mi ha aiutato a capire quali sono i miei punti deboli, dove migliorarmi e soprattutto come crescere che penso sia l’aspetto più importante. L’ansia purtroppo molto spesso mi ha bloccato a livello mentale limitandomi poi in campo per cui sto facendo un lavoro personale per imparare a gestirla, trasformandola in energia positiva per essere d’aiuto alle mie compagne”.

Beatrice Cori : “Personalmente è stata una stagione dura per recuperare in maniera ottimale la rottura del crociato di cui sono stata vittima. L’anno scorso ho avuto un brutto infortunio al ginocchio e dopo mesi di lavoro differenziato ero ritornata a sentirmi meglio dal punto di vista fisico ed avevo ricominciato ad allenarmi con la squadra ma purtroppo è arrivato il lockdown che non mi ha permesso di ritrovare la gioia di giocare qualche minuto in campo”.

I tuoi punti di riferimento all’interno della squadra

Mikal Lifschitz : “Non ho un punto di riferimento specifico all’interno della squadra, cerco di apprendere un po’ da tutte, ognuna delle mie compagne ha delle qualità specifiche, da ciascuna di loro posso imparare tanto. Quest’anno ho avuto la fortuna di giocare con ragazze che hanno un’esperienza e un bagaglio di tutto rispetto tra campionati di serie A e di serie B e per me questo è stato un motivo di grande onore. Se devo fare dei nomi, cito Luana Fracassi che mi ha sempre aiutato proprio nei movimenti da eseguire a livello tattico, Clarissa Romanzi soprattutto quando giocavamo sulla stessa fascia ed anche Valentina Simeone quando venivo posizionata come mezza punta”.

Beatrice Cori : “Quest’anno ho avuto la fortuna di giocare con ragazze di altissimo livello, ognuna di loro ha caratteristiche diverse da cui poter imparare”.

Che sensazioni provi nel giocare a calcio ?

Mikal Lifschitz : “Per me il calcio è un mondo a sé, dove le preoccupazioni, le responsabilità e i turbamenti svaniscono. Sei riparata da tutto e ti senti libera, sei circondata da persone con la tua stessa passione, con il desiderio di fare bene insieme, di giocare, di divertirsi e di vincere. Si crea una complicità tra staff e compagne unica, si diventa un tutt’uno, un gruppo, come se fosse una vera e propria famiglia: si combatte, si cade e ci si rialza insieme. Non saprei come descrivere il calcio in poche parole ma a livello di sensazioni penso che sia quella che più si avvicini alla felicità”.

Beatrice Cori : “Giocare a calcio per me è un qualcosa di inspiegabile, è uno sport che ti regala delle emozioni uniche, dandoti la possibilità di conoscere persone con la tua stessa passione e grinta in grado di lottare su tutti i palloni”.

Come ti carichi e concentri prima di ogni partita ?

Mikal Lifschitz : “Devo dire che non sono una persona scaramantica, i miei riti pre-partita sono più che altro una routine che si è consolidata negli anni. Ogni domenica faccio le stesse cose nello stesso ordine da quando mi sveglio fino a quando entro in campo. A partire dalla doccia appena sveglia, la solita spremuta d’arancia e la stessa playlist che mi aiuta a caricarmi e a concentrarmi”.

Beatrice Cori : “Solitamente per affrontare l’allenamento o la partita ho una playlist di musiche che ascolto che mi danno la giusta carica ed energia”.